Vendere su eBay senza commissioni? Sì, ma c’è un dettaglio nel prezzo che vede chi compra

Vendere su eBay senza commissioni? Sì, ma c’è un dettaglio nel prezzo che vede chi compra
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Una vecchia console dimenticata in un cassetto, uno smartphone sostituito da mesi, un orologio che non si indossa più o una pila di videogiochi accumulata negli anni. Dal 1° settembre 2026, trasformare questi oggetti in denaro su eBay è diventato più conveniente per chi vende come privato: la piattaforma ha eliminato le principali commissioni legate alla conclusione della vendita.

La novità riguarda i venditori privati con indirizzo registrato nello Spazio economico europeo che utilizzano eBay.it. Quando un oggetto viene venduto, non vengono più applicate la commissione sul valore finale e la tariffa per l’adeguamento normativo. Prima del cambiamento, la struttura standard prevedeva una commissione pari al 5% dell’importo totale della vendita più 0,35 euro per ordine, alla quale si aggiungeva una tariffa dello 0,43% per l’adeguamento normativo.

Questo significa che, almeno per una normale compravendita tra privati, il prezzo stabilito dal venditore può essere incassato integralmente. Esistono comunque alcune eccezioni: rimangono possibili costi per servizi facoltativi, per l’inserimento di un numero elevato di annunci o per determinate vendite internazionali.

La parte più curiosa del nuovo sistema emerge però osservando la transazione dalla prospettiva opposta. La commissione non è semplicemente scomparsa dall’intero processo. Per gli acquisti effettuati presso venditori privati italiani o francesi viene infatti applicata una nuova Tariffa per la Protezione acquisti, sostenuta dall’acquirente e già compresa nel prezzo visualizzato sulla piattaforma.

Il cambiamento arriva in un mercato dell’usato che dispone ancora di un enorme bacino potenziale. Una ricerca Ipsos realizzata per eBay nel 2025 stima che nelle abitazioni italiane si trovino in media 36 oggetti inutilizzati per persona intervistata, mentre l’87% degli italiani dichiara di possederne almeno uno. Complessivamente si arriverebbe a oltre 800 milioni di beni potenzialmente rimettibili in circolazione, per un controvalore stimato superiore a 8,5 miliardi di euro.

Vendere su eBay è davvero gratis per i privati?

Sì, per le normali vendite effettuate da privati all’interno delle condizioni previste dalla piattaforma, eBay ha eliminato le tariffe applicate alla transazione.

Il venditore continua ad avere ogni mese fino a 150 inserzioni gratuite. Superata questa soglia, una nuova inserzione costa 0,35 euro. Restano inoltre a pagamento alcune opzioni facoltative, come il prezzo di riserva nelle aste, il sottotitolo o determinate forme di promozione dell’annuncio.

Anche le vendite internazionali possono comportare costi. Per un venditore registrato in Italia, ad esempio, la tariffa internazionale è gratuita per spedizioni verso Eurozona e Svezia, mentre può essere applicata quando la destinazione si trova in altri Paesi.

Quanto paga invece chi acquista?

L’acquirente paga una Tariffa per la Protezione acquisti quando compra da un venditore privato registrato in Italia o Francia. La cifra viene calcolata sul prezzo dell’oggetto e non sulle spese di spedizione.

Il sistema utilizza aliquote progressive: 0,10 euro fissi per oggetto, più il 7% della quota di prezzo fino a 20 euro, il 4% della parte compresa tra 20,01 e 300 euro e il 2% della fascia tra 300,01 e 4.000 euro. Sopra i 4.000 euro non vengono aggiunte ulteriori percentuali.

Un oggetto messo in vendita a 20 euro, per esempio, viene mostrato all’acquirente a 21,50 euro, escluse le spese di spedizione. Per una borsa proposta dal venditore a 1.500 euro, la tariffa arriva a 36,70 euro e il prezzo visualizzato diventa quindi 1.536,70 euro.

Perché eBay ha spostato il costo verso chi compra?

La nuova impostazione punta a ridurre uno degli ostacoli che possono scoraggiare i privati dal mettere in vendita gli oggetti inutilizzati.

I dati della ricerca Ipsos aiutano a comprendere la scelta: il 31% degli intervistati considera fondamentale l’assenza di costi di vendita. Tra gli altri elementi apprezzati emergono la possibilità di scegliere autonomamente la modalità di consegna, indicata dal 16%, e quella di accumulare credito sulla piattaforma, rilevante per il 12%.

La tariffa pagata dal compratore viene invece collegata a servizi come assistenza via chat 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, monitoraggio dei rischi, rilevamento delle frodi e gestione sicura dei pagamenti. Rimane separata dalla Garanzia cliente eBay, che tutela molti acquisti quando l’oggetto non arriva, risulta danneggiato oppure non corrisponde alla descrizione.

Una foto può bastare per creare l’annuncio?

Tra le novità introdotte c’è anche un sistema basato sull’intelligenza artificiale che semplifica la preparazione delle inserzioni.

L’utente può fotografare l’oggetto e lasciare che il sistema generi automaticamente alcuni degli elementi necessari, come titolo, descrizione e caratteristiche principali. L’obiettivo è ridurre il tempo richiesto per trasformare qualcosa che si ha in casa in un prodotto effettivamente disponibile sul marketplace.

Si aggiungono le spedizioni integrate, la possibilità di mantenere i ricavi nel Saldo eBay e utilizzarli successivamente per altri acquisti, oltre alla funzione di ritiro in zona per individuare oggetti disponibili nelle vicinanze.

Quanto vale davvero ciò che teniamo inutilizzato in casa?

Potenzialmente molto più di quanto si possa pensare. Secondo i dati Ipsos citati da eBay, il 62% di chi ha venduto oggetti inutilizzati ha ottenuto fino a 200 euro, con una media complessiva vicina a 192 euro.

Il 19% degli intervistati dichiara guadagni fino a 300 euro, mentre il 9% arriva fino a 500 euro. Ogni anno, inoltre, gli utenti privati italiani pubblicano sulla piattaforma più di 10 milioni di prodotti. Tra le categorie popolari figurano smartphone, videogiochi, console, orologi, carte collezionabili, abbigliamento, libri e componenti tecnologici.

La vera novità del nuovo modello eBay sta quindi nel modo in cui vengono distribuiti i costi della compravendita. Chi vende ha meno barriere economiche per pubblicare un oggetto e incassarne il prezzo, mentre chi acquista vede direttamente una maggiorazione destinata ai servizi di protezione. Un piccolo cambiamento nelle commissioni che potrebbe convincere molte persone a guardare con occhi diversi ciò che da anni rimane dimenticato nei propri cassetti.

Questo contenuto è stato interamente generato mediante sistemi di intelligenza artificiale. Le informazioni pubblicate possono contenere errori, inesattezze, omissioni o dati non aggiornati e devono essere verificate prima di farvi affidamento.