Mostra i denti in diretta e spruzza collutorio da solo: cosa fa davvero lo spazzolino Dyson da 479 euro

Mostra i denti in diretta e spruzza collutorio da solo: cosa fa davvero lo spazzolino Dyson da 479 euro
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Una videocamera dentro uno spazzolino da denti può sembrare un’idea eccessiva, finché non si capisce a cosa serve. Dyson CameraJet porta nell’igiene orale una tecnologia più vicina a quella di un piccolo dispositivo di visione: osserva gli spazi tra i denti, li riconosce attraverso un algoritmo di machine learning e, quando ne individua uno, attiva un getto mirato di collutorio. Il tutto mentre l’utente continua a spazzolare normalmente.

Il dato che colpisce di più è la quantità di tecnologia concentrata nel manico. La videocamera intraorale misura appena 1 millimetro e dispone di una lente macro da 100.000 pixel. Analizza 28 immagini al secondo; il sistema Gap Optical Targeting identifica gli spazi interdentali e può attivare il getto in circa 100 millisecondi. Per sviluppare questa funzione, Dyson dichiara di aver raccolto oltre 470.000 immagini dentali e di aver costruito un sistema composto da 16 milioni di righe di codice. Il progetto ha richiesto sei anni di sviluppo, il lavoro di 661 ingegneri e ha portato al deposito di 38 brevetti.

Il punto, però, non è trasformare il lavaggio dei denti in una dimostrazione tecnologica. L’obiettivo è intervenire su una zona che lo spazzolino tradizionale raggiunge con difficoltà: gli spazi interdentali. L’American Dental Association ricorda infatti che le sole setole non riescono a pulire efficacemente tutte le superfici strette tra un dente e l’altro e raccomanda di affiancare allo spazzolamento una pulizia interdentale quotidiana.

Il tema ha anche una dimensione sanitaria molto più ampia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che le patologie orali interessino quasi 3,7 miliardi di persone nel mondo; la carie non trattata nei denti permanenti è indicata tra le condizioni di salute più diffuse a livello globale. In questo contesto, dispositivi capaci di guidare meglio la routine quotidiana possono avere un interesse concreto, purché non vengano considerati sostitutivi della corretta igiene orale e dei controlli dal dentista.

Come fa CameraJet a capire dove pulire tra i denti?

Lo fa combinando videocamera, illuminazione e intelligenza artificiale. La microcamera osserva la bocca in tempo reale e l’algoritmo individua le zone che corrispondono agli spazi tra i denti. Quando il sistema ne riconosce uno, un piccolo ugello rilascia fino a 0,15 millilitri di liquido con un getto dalla forma conica, pensato per coprire un’area più ampia rispetto a un flusso molto sottile.

L’utente può scegliere la modalità automatica oppure azionare manualmente il getto. La videocamera può inoltre trasmettere la visuale in diretta all’app MyDyson, così da controllare dove si sta passando lo spazzolino. Sul fronte privacy, le immagini utilizzate per la visualizzazione e per il riconoscimento vengono elaborate senza essere archiviate nel prodotto o nel cloud; la casa produttrice dichiara che né Dyson né soggetti terzi possono accedere allo streaming.

Perché usa il collutorio e cosa cambia nello spazzolamento?

L’idea è unire spazzolamento e pulizia interdentale nello stesso gesto. Il serbatoio integrato contiene 12,5 millilitri di liquido ed è progettato per lavorare anche quando il manico viene inclinato. Una base dedicata serve sia per la ricarica sia per il riempimento del serbatoio, operazione che richiede circa tre secondi.

Anche la testina è diversa da quella di uno spazzolino elettrico comune. Le setole lavorano con un’oscillazione sonica variabile che arriva a quasi 1.000 movimenti al secondo, mentre un tag RFID permette al dispositivo di riconoscere la testina e segnalarne l’usura. Sono disponibili tre livelli di intensità e un feedback aptico avvisa quando viene esercitata troppa pressione o la tecnica non è corretta.

Dyson ha inoltre sviluppato un dentifricio non schiumogeno e un collutorio a bassa schiuma. La ragione è pratica: meno schiuma significa una visuale più pulita per la microcamera. Non è però obbligatorio utilizzare esclusivamente le formulazioni del marchio.

Funziona davvero meglio di uno spazzolino elettrico tradizionale?

I primi dati sono promettenti, ma vanno letti con attenzione. Dyson dichiara fino al 69% di placca rimossa in più nelle aree difficili da raggiungere rispetto a spazzolini elettrici premium leader di mercato; si tratta però di test di laboratorio. Sul sito italiano viene inoltre citato un test clinico su 71 partecipanti, svolto per quattro settimane con due utilizzi al giorno e formulazioni Dyson, confrontato con uno spazzolino manuale.

Questo significa che CameraJet introduce soluzioni tecniche interessanti, ma non rende inutili le regole di base. Le indicazioni odontoiatriche restano spazzolare i denti due volte al giorno per circa due minuti con dentifricio al fluoro, pulire quotidianamente gli spazi interdentali e sottoporsi a controlli regolari.

Il prezzo di 479 euro è la vera barriera?

Sì, almeno per una parte del pubblico. In Italia Dyson CameraJet viene proposto a 479 euro nelle colorazioni Ceramic Ultra Blue e Ceramic Pink. La confezione comprende spazzolino, base di ricarica e riempimento, custodia da viaggio, dentifricio e collutorio. La batteria è sostituibile e l’autonomia dichiarata arriva fino a dieci giorni in determinate condizioni d’uso.

Il prezzo colloca il prodotto ben oltre la fascia degli spazzolini elettrici più comuni. La curiosità, quindi, non sta soltanto nella presenza della videocamera: CameraJet mostra fin dove può spingersi l’elettronica applicata a un gesto quotidiano. Se questa combinazione di visione, AI e getto automatico diventerà uno standard o resterà una soluzione premium dipenderà soprattutto da quanto gli utenti percepiranno un vantaggio concreto nella pulizia di tutti i giorni.

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